
UNA VALIGIA DI RICORDI

Sto svolgendo il mio tirocinio in questo progetto solo da due mesi ed è un’esperienza molto intensa che mi sta insegnando tantissimo, sia a livello professionale che personale.
Da dentro, tutto si vive in modo diverso, e ho potuto conoscere la realtà di un ente che lavora con donne con figli a carico, molte delle quali in situazioni piuttosto complicate.
Io vengo dalla Spagna, dove i processi e le leggi sono diversi, e stare qui mi ha fatto rimettere in discussione molte cose.
Ho visto il grande sforzo che c’è dietro ogni donna, sia da parte loro sia da parte dei professionisti che le
accompagnano.
Queste donne non hanno solo problemi economici, ma anche molte barriere a livello sociale, culturale e
amministrativo.
Molte arrivano senza una rete di supporto, con i loro figli e con storie personali difficili.
Vivere tutto questo da vicino mi ha reso molto più consapevole di quanto sia
complesso e di quanto sia importante che esistano spazi come Fondazione Agathà, in particolare il progetto La Locomotiva, dove non si coprono solo i bisogni di base, ma si offre anche accompagnamento e un luogo sicuro.
Inoltre, lavorare con le educatrici mi ha insegnato com’è davvero questo lavoro nella quotidianità, spesso caotico, mutevole ed esigente.
Non basta avere conoscenze: bisogna mettersi davvero in gioco, essere presenti e sapersi adattare costantemente a ogni situazione.
Sto anche conoscendo persone incredibili, sia professionisti sia le stesse donne del progetto.
Mi sento molto grata per aver potuto vivere momenti così importanti come l’arrivo di una mamma con suo figlio nel servizio e anche l’uscita di altre due mamme.
L’uscita è qualcosa che mi ha colpito molto e mi ha fatto riflettere, perché non è solo andarsene: è un passo molto importante nella loro vita, un momento che mescola paura, speranza e tutto il percorso che hanno fatto per arrivare fin lì.
Durante il tirocinio sto comprendendo sempre di più l’importanza dell’accompagnamento individualizzato.
Ogni storia è diversa e non si tratta solo di aiutare nel momento, ma di essere presenti durante tutto il processo, sostenendole affinché possano diventare, poco a poco, più autonome.
A livello personale, sento che questa esperienza mi sta aiutando a crescere, a sviluppare maggiore empatia, ad ascoltare davvero e ad adattarmi meglio a situazioni che non sono sempre facili.
Mi sta anche portando a riflettere molto su quanto sia importante vedere la persona nella sua totalità, non solo per ciò di cui ha bisogno, ma per tutto ciò che c’è dietro.
In generale, è un’esperienza molto significativa per me, perché non sto solo imparando come funziona questo ambito, ma mi sta anche confermando che voglio dedicarmi a questo, cercando sempre di lavorare con rispetto, vicinanza e coinvolgimento.