
Un viaggio che unisce

La mia vita era molto tranquilla perché vivevo con mio figlio.
Ho avuto tante difficoltà per il nostro mantenimento perché dovevo pagare tutto io ed ero senza lavoro, ma sono stata
fortunata perché tante persone mi hanno aiutata.
Ho conosciuto “Intrecci di Storie”, questa associazione mi ha dato tanto benessere. Era come una terapia per noi, mi
sentivo di nuovo viva.
Ma la mia preoccupazione erano le bollette, quelle hanno fatto perdere una parte di me, non dimenticherò mai quella
parte della mia vita.
Mi è piaciuto come la mia vicina si prendeva cura di noi, soprattutto di mio figlio.
Dopo anche gli altri vicini hanno iniziato a darmi una mano, a portarmi a casa con la spesa, a fare due chiacchiere con noi.
Ho fatto tanti mesi in casa, uscivo solo per andare al parco o al supermercato.
Ho comprato i libri per studiare a casa da sola.
Quando ho conosciuto la mia insegnante, mi ha svuotato dalla mia rabbia perché mi ha ascoltata, mi ha consigliato su
diverse questioni, era come una salvatrice perché avevo bisogno di essere ascoltata e di parlare.
Un giorno l’Assistente Sociale mi ha proposto un incontro con un’educatrice per conoscere le regole di una casa dove
sarei potuta andare con mio figlio.
Era casa “La Locomotiva n°10 di Villa di Serio.
Era la prima volta che ho visto la nostra educatrice; ha iniziato a giocare con mio figlio e questo mi è piaciuto molto.
Ero contenta perché non dovevo più pagare le bollette, mi ha fatto tanto piacere, solo quello mi dava sollievo e gioia.
Tutto il resto mi stava bene.
Ero preoccupata solo per la mia coinquilina che non conoscevo e avevo paura della relazione che avremmo potuto avere.
Sono arrivata a casa La Locomotiva n°10 con la macchina del Comune piena dei miei bagagli.
La mia coinquilina e l’educatrice mi hanno aiutata a portare le cose in casa.
Abbiamo poi mangiato insieme quello che ci avevano preparato.
Ho cominciato a conoscere l’altra mamma ed il suo bambino mangiando insieme, chiacchierando e giocando.
Dopo una settimana la mia preoccupazione è andata via.
Adesso siamo amiche, condividiamo le idee, mi chiede cose per il suo bambino, mi sveglia la notte quando il bambino è
malato.
Mi piace perché io non sono più sola; mangiamo, cuciniamo, puliamo la casa, passeggiamo insieme.
Mi sento bene perché è come vivere in famiglia.
Lei si fida di me e anch’io di lei, perché esce e lascia il suo bambino con me e anche io faccio lo stesso.
Mio figlio si sente bene qui e ama giocare con tutti.
Questo momento di calore familiare gli fa molto bene.
Ho imparato a fare i documenti amministrativi con loro.
All’inizio è stato faticoso ambientarmi e parlare; nel corso del tempo mi sono sentita compresa e capita.
Mi sento bene alla Locomotiva n°10 e di più mio figlio tanto che tocca la porta dell’ufficio dove stanno le educatrici
perché vuole entrare a giocare con loro.
Tra poco tempo dovremo andare per lasciare il posto ad un’altra mamma.