
Pasqua 2026
"Vi do la pace, vi lascio la mia pace."
[vangelo di Giovanni 14,27]
Negli anni del mio ministero in Svizzera, spesso proprio a Pasqua nevicava.
Erano episodi improvvisi, con una neve bagnata e pesante.
Dopo diversi mesi di ghiaccio da togliere dai vetri e di neve da spalare, forte era la sensazione della nevicata "di troppo", quella che toglie spazio alla poesia e rischia di esaurire le riserve del buon umore
... Eppure proprio in quei momenti, ho vissuto un fenomeno particolare fra gli abitanti di La Chaux-de-Fonds: una diffusa facilità a chiedere una mano. Se una persona non riusciva a sbloccare la macchina, era normale fermare il primo passante per farsi aiutare.
Riconoscere il proprio bisogno e chiedere una mano... a volte con un sorriso da bambino, di chi dice con gli occhi: "anche tu abiti qui, dove nevica a Pasqua?".
Quando ci ripenso mi commuove pensare che alcuni rapporti di buon vicinato e addirittura di amicizia sono nati proprio così aiutandoci a spingere reciprocamente la macchina fuori dalla neve...A
Gerusalemme non nevica a Pasqua.
Ma nel vangelo, mi colpisce notare come Gesù abbia vissuto con la stessa capacità di chiedere una mano, riconoscendo lui pure il suo bisogno.
Si è rivolto alla samaritana per un sorso d'acqua, ha chiesto di poter prendere in prestito un asino per entrare in città, ha espresso il desiderio di vivere la cena dei saluti con i suoi, ha sentito il bisogno di non essere solo nella notte più buia della sua vita e ha chiesto ai suoi tre amici di vegliare con lui... fino a trasformare la sua fatica e il suo bisogno in preghiera al Padre.
"Vi lascio la pace, vi do la mia pace": ha detto nell'ultima cena. Proprio perché Gesù non ha avuto paura di non ha paura di riconoscersi fragile e bisognoso ha sperimentato la pace e l'hai potuta donare. Ci ha mostrato che la via per essere artigiani di pace ricomincia sempre con questo passo: non aver paura di chiedere una mano, con semplicità. Forse è proprio quando riconosciamo la nostra incapacità di bastare a noi stessi che ci scopriamo fratelli e sorelle di ogni uomo.
I bambini ce lo ricordano, senza tante parole.
Se in questa Pasqua 2026, i venti gelidi delle guerre e delle violenze ci sembrano
"la nevicata di troppo"... il Signore ci faccia scorgere in questa fase storica un nuovo invito a riconoscerci tutti bisognosi e a chiedere una mano, fra di noi e a Lui.
Buona Pasqua davvero!
don Marco